F.A.Q.
Di seguito riportiamo alcune risposte a domande rivolteci da cacciatori che hanno acconsentito alla pubblicazione.
Inviateci il vostro quesito compilando il form a fondo pagina.

D. Egregio dottore, andando ad acquistare un cucciolo ove c'è più scelta, ho più possibilità di riuscita di un buon ausiliare da caccia?
Saluti
Andrea F. (La Spezia)

R. A nostro parere no, ma se vi accontentate, vi concede la possibilità di scegliere l'unica cosa sufficientemente visibile al momento: il colore del manto.
Gli allevamenti che si propongono al pubblico con una cinquantina di fattrici in attività non crediamo facciano selezione, ma riproduzione. Per meglio dire, cinquanta fattrici sono solo un numero congruo per iniziare la vera selezione di un ceppo. Se tutto va per il verso giusto, questo numero si deve poi restringere, con gli anni, a meno di una decina. Le fattrici dovrebbero essere poi "ricambiate" ciclicamente ogni 4/5 anni. Se ciò non avviene, vuol dire che non si è fatta vera selezione e lo stesso proprietario del canile non ha saputo/voluto scegliere tra i suoi soggetti. Forse nemmeno lui sa cosa fare e non si fida a "scremare" la sua genealogia avendo paura di perdere certe caratteristiche d'allevamento. Quindi vi offrirà la scelta in recinti dove cuccioli e cuccioloni sono suddivisi per prezzo. Questo accade spesso quando gli accoppiamenti di un canile sono casuali. Chi di voi si fiderebbe a cestinare dei cuccioli a "scatola chiusa" quando 50 fattrici sfornano, per la legge della casualità dei grandi numeri, 5 campioni l'anno? E' come tentare di baciare le prime 50 donne che passano per strada: 48 rimarranno oltraggiate e vi rifileranno un ceffone, ma 2 ne saranno felici a tal punto da voler ripetere l'esperienza.  Ma utilizzare la legge dei grandi numeri è fare selezione?

D. Si può ritenere serio un canile che dichiara di cambiarmi il cucciolo se, una volta cresciuto, si manifesti inadatto alla caccia? Grazie e complimenti per il sito, in special modo per il suo trattato sui cani da ferma che ha messo on line gratuitamente: semplice, adatto a tutti e completo. Molti allevatori italiani dovrebbero imparare da lei come si fa cinofilia.
Luca G. (Roma)

R. La ringrazio dei complimenti. È proprio per questo che ho maturato l'idea di pubblicare la mia ricerca gratuitamente anche se erano favorevoli alla pubblicazione più di una casa editrice. C'è già troppa gente che lucra sulla cinofilia venatoria. Per me la cinofilia è passione e deve essere di tutti ed a disposizione di tutti.
Per chi fa vera selezione, il ritorno al canile di un soggetto tacciato come "inadatto alla caccia" è sempre una disfatta. A maggior ragione per chi seleziona per il "lavoro". Chi anticipa una frase del genere (come riportato nella domanda) alla cessione di un cucciolo, per noi non è altro che una forma di prevenzione.
Più volte ci è stato riferito che alcuni allevatori sostituiscono il loro prodotto ad acquirenti insoddisfatti (questo lo prevede la legge e non la "bontà" dell'allevatore). Legga le norme e le leggi, gli "Usi di Varese" capitolo 8° e la Convenzione Internazionale di Monaco - Marzo 1934 - Tav. VII sull'allevamento e riproduzione di cani di razza pubblicate qui. Purtroppo, nella maggior parte dei casi il "sostituto" non ha mai il valore del "sostituito", ma sempre, guarda caso, superiore. E l'acquirente, oltre ad essersi sobbarcato il viaggio per raggiungere nuovamente l'allevamento, si trova a sborsare ancora soldi.
Prima di acquistare un cane, richiedete sempre garanzia scritta di cambio alla pari nell'eventualità che il prodotto acquistato non abbia le caratteristiche richieste. Nel caso in cui il cambio alla pari non possa essere portato a termine da parte dell'allevatore, la legge prevede il ritorno del denaro (come in tutti i casi di vizio contrattuale citati nel Codice Civile).
A favore dell'allevatore coscienzioso e competente bisogna dire che nel 95% dei casi è l'inesperienza dei cacciatori in ambito addestrativo a portare i giovani soggetti sulla "cattiva strada".
Una parentesi particolare sarebbe da dedicare alla "paura dello sparo". Come si fa a decidere se il cucciolo è uscito dal canile tale e quale come vi è stato riportato? E' stato l'inadatto addestramento del cacciatore ad intimorire il cane od era così fin dalla nascita? Taluni dicono che la paura delle deflagrazioni è geneticamente trasmissibile, altri, più coscienziosi, sono di opinione contraria. Sta di fatto che le Scienze che si possono applicare al cane non annoverano la paura tra le tare che sono invece di esclusiva origine anatomico-fisiologica/psicologica. In ogni caso il dubbio rimane.

D. Ho visto su un sito internet e su rivista di caccia una pubblicità sulla selezione del setter inglese da beccacce. Mi vorrei servire di quell'allevatore ed acquistare un cucciolo per accoppiarlo al mio oramai vecchio cane. Che ne pensa? Grazie in anticipo per la sua risposta.
Fabio R. (Milano)

R. Chi alleva con passione, scienza e coscienza, sa che non esiste la selezione di cani specialisti in termini assolutistici. I cani nascono cani ed è già importante che si interessino, nel crescere, alla selvaggina. Saranno loro, nel proseguo della carriera venatoria, a prediligere questa o quella specie di fauna, questo o quel territorio di caccia. Ma sono e rimangono cani da caccia e, a contatto con il selvatico, lo debbono "lavorare". Pretendere di accoppiare due cani che insidiano con profitto la beccaccia per ottenere cuccioli che quando adulti cacceranno la Regina del bosco, ci sembra ridicolo tanto quanto incrociare un cane nero ed uno bianco per ottenere cani grigi od a strisce. Se qualcuno cerca di darvela a bere, è solo per tornaconto personale; se ne è realmente convinto, non ha la minima idea di  cosa sia un cane da caccia.

D.  Spett. Fongaro, vorrei sapere quali sono le patologie genetico-ereditarie del Setter Inglese.
grazie
Giacomo V. (Messina)

R. Tutte le razze da ferma hanno alcuni "problemi" genetici. Fortunatamente la selezione del Setter Inglese eseguita dal nostro affisso ci permette di avere la sicurezza quasi matematica di presentare ai nostri clienti un prodotto esente da patologie genetiche. Quando si acquista un Setter Inglese si deve essere però consapevoli di quanto segue:
Displasia canina dell'anca. Si tratta di una anomalia ereditaria dell'anca che può condurre a problemi artritici. Taluni seri allevatori di Setter Inglese testano i propri riproduttori con visita veterinaria e lastre per valutare l'idoneità all'accoppiamento. L'attuale media nel Setter Inglese è di circa il 24% dei soggetti colpiti. Tale percentuale è per fortuna in calo solo per merito degli allevatori professionisti responsabili. La patologia è molto complessa e non ben compresa. Non vi è alcun modo di essere certi di non acquistare un cucciolo colpito dalla displasia dell'anca, ma è possibile minimizzare le possibilità affidandosi ad allevatori qualificati. Le indicazioni nutrizionali del veterinario e l'esercizio fisico da far compiere ai cuccioli, svolge un ruolo importante per evitare la comparsa della displasia. Cuccioli dichiarati "vulnerabili alla displasia" che ingrassano o che non svolgono esercizio fisico giornaliero, hanno una maggiore possibilità di sviluppo della patologia.
Displasia del gomito. Il cucciolo di Setter Inglese è anche in grado di subire la displasia del gomito. Si tratta di una anomalia ereditaria, appunto del gomito, che può causare zoppia mono o bilaterale agli anteriori. Anche in questo caso solo i raggi X possono confermare la diagnosi precoce.
Emofilia. L'emofilia è un gruppo di patologie ematiche. Sono disfunzioni nella sintesi di certe proteine del sangue che sono coinvolte nel processo di coagulazione. Il Setter Inglese emofilico soffrirà perciò di emorragie copiose e difficilmente tamponabili in modo speciale quando provocate da traumi e che in un soggetto normale non avrebbero conseguenze particolari. La pericolosità di tale patologia è insita nel dare seguito a patologie più gravi.
L'Emofilia A, la più grave forma emofilica, è una patologia ereditaria che si trasmette dai genitori ai cuccioli. È caratterizzata da una carenza nella sintesi della sub-unità C del fattore VIII del sangue, una componente proteica che svolge un'importante azione nel processo di coagulazione. Dal momento che il gene preposto alla sintesi del fattore VIII si trova nel cromosoma X, la trasmissione per via ereditaria avviene dalla fattrice, che sarà portatrice sana. In ogni caso bisogna tenere presente che questa patologia, nella fattrice, può insorgere anche non a causa di trasmissione ereditaria, ma per la mutazione di un cromosoma X (circa il 30% dei casi). Alterando la capacità di coagulazione del sangue, l'emofilia provoca emorragie spontanee e aggrava il rischio in presenza di emorragie provocate da traumi o da altre cause. Inoltre, dal momento che la subunità C del fattore VIII è coinvolta nell'emostasi secondaria, l'emorragia può presentarsi in un momento successivo alla lesione: dapprima la perdita di sangue si arresta per la formazione regolare del tappo emostatico, ma in una seconda fase la carenza del coagulo fibrinico impedisce l'arresto dell'emorragia. I casi più gravi sono quelli legati alle emorragie cerebrali, mentre quelle articolari possono portare nel cane emofilico al blocco dell'articolazione interessata, fino alla rigidità permanente. La diagnosi consente di evidenziare la presenza di questa patologia (test di emostasi, conteggio delle piastrine, tempo di sanguinamento, dosaggio dei fattori della coagulazione). La terapia del soggetto è incentrata sulla somministrazione di preparazioni concentrate di fattore VIII. Oggi, l'aumento dei controlli esercitata sulle fattrici da taluni allevamenti hanno consentito la drastica riduzione di questo tipo di rischio in certe genealogie di Setter Inglese.
Altre patologie. Il Setter Inglese è inoltre sensibili ad altri problemi di salute di cui l'acquirente deve essere consapevole. Questi "problemi", anche se non interessano una grande percentuale della razza, sono comunque presenti ed includono:
- ipotiroidismo canino: facilmente controllabile mediante farmaci e dieta;
- allergie ai pollini e morsi delle pulci: come in ogni paziente allergico, i farmaci ed il corretto controllo ambientale può tenere il cane sano e normale sotto tutti gli aspetti;
- sordità congenita canina: i dati preliminari di ricerca suggeriscono che circa il 10% dei soggetti può essere sordo da entrambe le orecchie (sordità bilaterale), o sordo da un orecchio (sordità unilaterale). La diagnosi è confermata dagli evocati uditivi del tronco cerebrale di risposta, che può essere facilmente eseguito dopo le 5 settimane di vita. Mentre un soggetto con sordità unilaterale non è preferibile per espletare l'attività venatoria, egli sarà invece normale in tutti gli altri aspetti. Tuttavia, anche se pochi allevatori se ne preoccupano, i cani unilateralmente sordi non dovrebbero essere accoppiati in quanto trasmettono il difetto.
Escludendo le patologie precedentemente menzionate, il Setter Inglese è un forte e robusto cane da caccia.

D. Data la sua esperienza, a chi si rivolgerebbe per avere un Setter Inglese?
Davide L. (Milano)

R. Molti sono i Setter Inglesi detenuti nei canili pubblici o convenzionati sparsi in tutto lo stivale. Contattando il Servizio Veterinario di zona potrete sapere se ce ne sono di disponibili per l'adozione. In ogni caso, se si desidera un cucciolo da iniziare all'attività venatoria od un cucciolone "pronta-caccia", si possono reperire gli eventuali contatti ed indirizzi anche su internet, per esempio, alla voce "Allevamento del Setter Inglese". Cosa molto importante è fare riferimento ad un allevatore con affisso E.N.C.I., in quanto le parole "allevatore", "allevamento", "allevamento amatoriale" sono normate, in Italia, esclusivamente dal punto di vista sanitario e non della qualità del prodotto come appunto vuole l'E.N.C.I.. Se in Italia da un lato si è fortunati per la popolarità venatoria di questa razza, dall'altra potrebbe capitarvi d'incontrare allevatori o cacciatori opportunisti e profittatori che utilizzano animali non fisicamente e/o morfologicamente idonei per la riproduzione. Ciò non vuol dire che tutti gli allevatori e cacciatori che vendono una cucciolata siano opportunisti e profittatori, ma ciò denota la non approfondita conoscenza di tale razza. Siate quindi pazienti!  Volete essere sicuri di trovare il giusto cucciolo di famiglia adatto anche all'attività venatoria? Chi la pensa in tal modo avrà fatto una scelta consapevole e si dedicherà ad una lunga ricerca e, forse, una lunga attesa, ma ne varrà la pena di entrare nella élite dei proprietari di un vero Setter Inglese, un cane piacevole e che lascia senza fiato, sia al guinzaglio per una passeggiata nel centro della vostra città, sia a caccia. Ovunque si vada il Setter Inglese si distingue sempre.

D. Telefonando ad un allevatore di Setter Inglese, questi mi ha rivolto un sacco di domande senza nemmeno sapere chi sono. Perché?
Giangiacomo A. (Vicenza)

R. Un allevatore che si reputi serio, vi pone sempre molte domande su voi stessi, la vostra famiglia, la vostra casa, le ragioni perché volete proprio un Setter Inglese, ecc. L'allevatore cerca di capire e garantire al suo prodotto che si disponga di un ambiente adatto per un cucciolo che ha attentamente allevato e proveniente da una lunga selezione. Un cane proveniente da un affisso è il biglietto da visita dell'allevatore e ne va della sua reputazione una volta che lo mostrerete agli amici, siano essi cacciatori oppure no. In più, il benessere futuro del cane si fonda appunto su queste indagini. Se non siete preparati a rispondere ad alcune domande personali, allora probabilmente non siete la persona giusta per allevare e detenere un cucciolo di Setter Inglese proveniente da quell'affisso.

D. Salve. Sono un cacciatore della provincia di Bergamo. Qualche mese fa mi sono recato presso uno allevamento di Setter Inglese che reputavo uno dei migliori in Italia (prov. Mantova). Non mi è stato concesso di vedere la cucciolata e la fattrice per poter scegliere quello a me più congeniale, ma dopo alcune domande, l'allevatore si è allontanato ed è tornato con un cucciolo che a suo dire era quello fatto per me. Come mai tale comportamento?
Massimo S. ( prov. Bergamo)

R. Un allevatore di reputazione è sempre pronto a mostrare la fattrice, i cuccioli ed altri adulti che sono compresi nel programma di riproduzione, in modo che sia possibile ottenere una congrua previsione del temperamento e dell'aspetto degli stessi cuccioli quando cresceranno. Gli allevatori di pregio sono inoltre sempre ben disposti a parlare apertamente dei problemi sanitari dell'allevamento e descrivere le precauzioni che sono state adottate per cercare di garantire che i cuccioli siano esenti da patologie ereditarie e non. Naturalmente i problemi genetici sono molto difficili da eliminare da una razza ed anche il più attento degli allevatori può ottenere una inattesa e spiacevole sorpresa. Però l'allevatore serio ha sempre un piano per far fronte a tali situazioni e lo mette in pratica immediatamente alla prima insorgenza. A volte si tratta di un cucciolo in sostituzione od il rimborso parziale del prezzo d'acquisto.

D. Sono un amante del Setter Inglese. Vorrei sapere da lei come reputa il carattere della razza che alleva.
Gigi Z. (Mantova)

R. Il Setter Inglese è una razza che offre amore incondizionato. Essi, in cambio di tanto, chiedono solo benevolenza e poco del vostro prezioso tempo. In queste poche parole troverà cosa penso del Setter Inglese.

D. Egregio dottore, con grande dispiacere le confido che non posso più tenere il mio Setter Inglese. Cosa mi consiglia?
Luca V. (R.E.)

R. Se i problemi sono sorti per colpa del Setter Inglese, contatti un addestratore, un comportamentista od un allevatore vicino a lei.  I problemi che si riscontrano possono essere risolti mediante la consultazione di una persona che conosce profondamente la psiche dei cani o la razza in questione.  A volte, nonostante il proprietario ricerchi la miglior soluzione, l'affidamento non funziona per la lontananza del vero e primo proprietario. Poi, il soggetto da lei scelto può non essere o non appartenere alla razza che ella cercava. Anche le circostanze possono cambiare drasticamente in modo che non sia più possibile tenere con lei il suo Setter Inglese. Se ciò si verifica, il primo passo dovrebbe essere quello di chiamare l'allevatore e verificare se lui può riprendere il cane od aiutarla a ricollocarlo presso una famiglia che sappia tenerlo in modo consono. Se non si riesce in questo intento, contattati il servizio Asl zonale.

D. Vorrei sapere come un semplice cacciatore come me può fare per non incappare nei soliti profittatori che allevano cani.

R. E' una domanda a cui è impossibile rispondere con certezza matematica. In ogni caso, Internet è una buona fonte. Non ha idea di quante informazioni ci siano in questo enorme contenitore. Intanto può verificare se tale allevatore ha o no un affisso dal sito della F.C.I.. Inoltre, traendo spunti dal sito internet di colui che si dichiara "allevatore", può benissimo effettuare delle ricerche con gli appositi "motori di ricerca". Ad esempio, usando nome e cognome dell'allevatore, l'indirizzo, oppure altre informazioni che trova nelle pagine dell'allevamento in causa. Per il mio affisso, il titolare è "Fongaro Renato". Questo è dichiarato sul mio sito come anche il mio numero d'affisso, il mio indirizzo, numero telefonico, ecc. Usando le virgolette per il cognome e nome, la ricerca dei motori è più approfondita e concede risultati mirati. Un esempio. Incuriosito dal nome di un nuovo allevamento, ho inserito il cognome e nome del titolare dell'allevamento stesso in un motore di ricerca per avere delle informazioni su di esso. Per rispettare la privacy, lo chiameremo "A" "A". Questi alcuni dei risultati:
1) In questo caso si tratta di un blog ove un veterinario risponde alle domande dei partecipanti.

D. Domanda di: A. A. - di YYY (città)
Caro dr. XXX, la mia domanda e' questa. Ho accoppiato il mio cane, un zzzz con una validissima cagna che ha dato alla luce solo due cuccioli. Adesso il cucciolone (che ho ritirato da poco) ha circa cinque mesi e mezzo ho notato che ha il posteriore molto stretto ma non con l'anca vaccina. Vorrei cortesemente sapere se si tratta di una carenza muscolare (il luogo dove il cane era tenuto non era molto largo e quindi non poteva correre o muoversi molto e non ha avutola possibilita' di sviluppare la muscolatura, oppure e' un caso di dispasia? Ti vorrei precisare che lo stallone e la fattrice sono fisicamente perfetti.Ti ringrazio anticipatamente 

R. Dott. XXX: 
Caro omonimo, rispondere alla domanda che mi poni è tutt'altro che semplice, senza disporre di esami rx, senza i quali non è possibile fare diagnosi di displasia dell'anca. Certamente posso dirti che se un cane di 5 mesi dovesse manifestare clinicamente la displasia dell'anca così presto, sarebbe certamente una forma molto grave.
Tuttavia un cucciolo di cinque mesi affetto da grave displasia dovrebbe manifestarle con sintomi ulteriori, oltre la scarsa larghezza del bacino, come difficoltà di movimento specie nel salire pendii ripidi o nel saltare verso l'alto ecc. cioè in tutti quei movimenti che implicano una notevole spinta del posteriore, specie verso l'alto. Non si può comunque escludere che la displasia si manifesti anche in soggetti discendenti da cani esenti (e dico esenti, cioè cani sottoposti comunque a diagnposi radiografica con esito negativo, e non solo clinicamente sani), in quanto la displasia dell'anca è una patologia di cui si può ereditare la predisposizione, ma che in effetti è dovuta a problemi di crescita.
Se come mi sembra di capire, il tuo cucciolo presenta solo una carenza di diametri trasversi nel posteriore, potrebbe verosimilmente trattarsi di una scarsa crescita muscolare, per la quale però non interverrei comunque con esercizi pesanti prima dell'anno di età, e sempre in maniera molto progressiva: inizialmente permettere al soggetto di muoversi a suo piacimento, senza però stimolarlo troppo per evitare un eccessivo affaticamento che sarebbe poi controproducente. All'esercizio fisico aggiungerei inoltre una dieta ricca di proteine animali, senza le quali non è possibile un corretto sviluppo muscolare. Per escludere la displasia aspetterei verso gli otto mesi per far eseguire, da un collega abilitato all'esame ufficiale per la displasia, una rx cosiddetta preventiva.
Ciao ed auguri XXXXX.

A prescindere dalla forma usata da A. A. e la corretta risposta del veterinario contattato on-line, è lecito porsi il dubbio su che tipo di riproduttori tale allevamento si basi e dalla domanda posta, che preparazione possa avere in cinofilia il sig. A.A..

Ma la ricerca ha dato anche altri risultati.

2) Dall'archivio storico del "Corriere della Sera" salta fuori un articolo:

corruzione, arrestati i BBB avrebbero praticato attraverso la CCC, societa' del gruppo, ribassi da capogiro per aggiudicarsi appalti in provincia di ZZZ. arrestati anche YYY e A. A.

        Nuovamente arrestati XXX e YYY. La procura li accusa di corruzione e associazione per delinquere.
       .omissis

non tenendo conto dagli atti istruttori e dei procedimenti seguenti, posso farmi un'idea personale. Dalle nostre parti si dice che "La vacca non è nera se almeno non ha una pezza". Inoltre, da una ricerca incrociata risulta che il Sig. A.A. è residente proprio nello stesso luogo citato dal Corriere della Sera. Casualità? E se ci fossero 2 A. A. nella stessa provincia? Giusto! Ma le Pagine Bianche ( www.paginebianche.it ) fanno chiarezza su questo. A questo punto, nessun dubbio! Si tratta proprio del sig. A. A.
Questo è solo un esempio dell'uso di internet che ogni cacciatore può fare per chiarirsi le idee. Mi sono spiegato?

D. Quanto può costare, in media, un cucciolo di Setter Inglese?
Davide E. (Bologna)

R. Solitamente non parliamo di prezzo via web. Potrei però darle degli indici di valutazione per poter capire come mai un cucciolo di Setter Inglese selezionato può costare qualche centinaia di euro. I costi di un allevamento sono abbastanza elevati e di seguito riporto i più importanti e costanti, omettendo quelli sopravvenuti per casualità ed i minori.

- Il mantenimento alimentare
- Le cure generali
- Le spese sanitarie
- Acquisto, ammortamento e manutenzione della struttura

Alla luce di tutto questo, faccia lei ora il prezzo.

D. Da Rudy B. (Colle Val d'Elsa - SI)
Spett.le Fongaro Pratico la caccia col cane da ferma da pochi anni e a seguito di
questa mia grande passione tre anni fa mi decisi ad acquistare un cucciolo di setter inglese. Il cane
manifestò subito una grande passione per la caccia ma anche numerosi difetti in termini di correttezza(scarso collegamento, spesso insensibile alle chiamate ecc). Purtroppo allora non sapevo niente di dressaggio così non intervennì sul cane tempestivamente. Ad oggi mi sono molto documentato in merito, leggendo varie riviste e vari manuali (ta cui anche il suo). E' evidente che questo avrei dovuto farlo prima di acquistare un ausiliario, ma visto che così non è stato la mia domanda è questa:
Secondo lei è possibile intervenire adesso su di un cane di quasi 3 anni oppure a questo punto della vita non c'è più modo di correggere il temperamento. La ringrazio anticipatamente e complimenti per il suo lavoro.

R. Egregio Sig Rudi,
nulla è mai impossibile. Quello che lei imputa a sé stesso è da imputare a colui che le ha ceduto il cucciolo. Egli stesso doveva sapere (?) cosa le stava consegnando e non doveva essere avaro d'informazioni nell'immediato, come nel mantenere almeno un contatto telefonico nel proseguo. E' proprio questa figura che si discosta da una più professionale che si accerta di consegnare un prodotto adatto alle esigenze dell'acquirente e lo segue anche dopo la cessione. Se possedessi un maneggio al posto di un canile, ad un neofita scosiglierei il purosangue per la prima monta della sua vita. Con ciò non voglio affermare che i neofiti si debbano accontentare di un ronzino, ma bensì di un soggetto che dimostrerà più equilibrio e collegamento di un'altro. Ed anche se percorrerà 50 metri in meno, pazienza! L'importante son ben altre cose. Purtroppo la sconsideratezza di alcuni accoppiamenti "spinti" portano poi a ciò capitato a lei.
Scusandomi della prefazione dovuta per mettere a fuoco un concetto per me importante, posso dirle che opterei per il collare d'addestramento. Il cane è oramai cacciatore e non si farà certo intimorire da un paio di stimolazioni. Altrettanto il suo comportamento non cambierà nei confronti della selvaggina se tale addestramento sarà esplicitamente messo in atto ed indirizzato nel momento dell'ubbidienza. Quindi, niente selvaggina, sguinzagliare il cane e lasciarlo scorrazzare per 3-4 minuti. Poi richiamarlo e se il somaro fa orecchie da mercante, dopo 3-4 secondi somministrare la prima leggera stimolazione. Osservando il cane si può capire se tale stimolo sia da rinforzare oppure no. Se il cane non risponde alle sollecitazioni, stimolarlo nuovamente. Gli impusi devono essere sempre singoli e di breve durata. Se il soggetto risponde e viene da voi per farsi legare, si facciano un sacco di feste e rassicurazioni (dopo ovviamente averlo legato). Alla fine delle "coccole", sedare il cane se si è infervorato e sguinzagliare nuovamente facendo capire al cane che raggiungere il padrone non vuol dire l'interruzione definitiva del divertimento nel cercare la selvaggina, ma solo una "pausa". Questo è un metodo classico. Nel caso avesse ulteriore bisogno, mi contatti nuovamente.

D. Egregio dott. Fongaro sono un cacciatore che ha perso una cane setter di
"leshmaniosi". Sei mesi fa ho acquistato ancora una cucciola Setter inglese trcolore di sei mesi e solo ora
ho il dubbio che sia sorda. Non ne sono certo ma non risponde ai richiami e essendo un cane di molta forze
quando la sciolgo corre lontanissimo e non risponde ai comandi verbali. Torna comunque sempre a cercarmi dopo un
po di tempo. Non da segni di risposta alle voci anche da vicino, ma solo ai gesti. Le volevo chiedere come devo
fare per avere la certezza della diagnosi di sordità e dove posso eventualmente andare. Nel caso di affermata sordità le chiedo se si può insegnare al mio cane a cacciare insieme a me anche con tale menomazione. La ringrazio e la saluto cordialmente.
Enzo R. (Firenze)

R. Gli "evocati uditivi" è una semplicissima prova che può fare anche lei quando non osservato dal suo cane. Battere le mani a 2/3 metri di distanza le permette di capire se il cane è o no sordo. nel Setter Inglese esistono 2 tipi di sordità: la monolaterale e la bilaterale e colpiscono il 10% della razza. La sordità, nel Setter Inglese, è congenita e trasmissibile, quindi, l'allevatore, se fosse cosciezioso, non metterebbe più in riproduzione i soggetti che hanno dato luogo a tali cucciolate. Le ricordo che è nel suo diritto restituire il cane per averne un altro in cambio. Oppure, essendo viziato il contratto di compra-vendita, può richiedere la restituzione della somma per rivolgersi ad altri allevatori (dato il caso è forse meglio). Cacciare con un cane completamente sordo è sempre difficile, in modo speciale se si tratta di razze che tendono ad avere una cerca ampia. Il problema sorge nel collegamento col conduttore. Sarà sempre un cane con una marcia in meno di altri e difficilmente educabile ed addestrabile (niente è impossibile). Oltre a questo, nella maturità giungerà la consapevolezza di dover stare vicino al conduttore per non perdersi. Innanzi a queste previsioni non rosee, faccia lei.

D. Egregio dott. Fongaro, sono un cacciatore che ha sempre utilizzato il setter inglese per andare a caccia. Premetto CHE VADO ESCLUSIVAMENTE a caccia in terreno libero nella nostra splendida terra di Toscana. Ma nel passare degli anni e sempre più difficile trovare dei soggetti collegati e buoni fermatori. Ma e mai possibile che il Setter, re di questa nobile arte, abbia cosi tanti problemi? Sarei grato se mi esprimesse un suo pensiero in merito. cordiali saluti Carlo

R. Egregio Sig. Carlo C. non è l'unico cacciatore a stupirsi di tale cambiamento. All'uopo ho scritto dei pensieri al riento da una caccia in compagnia di amici accompagnatisi con i rispettivi soggetti. E tali pensieri sono poi sfociati nel testo pubblicato all'URL http://www.fongaros.it/setterdasalotto.html Come ben vedrà, le idee sono chiare ed univoche. "Can che corre prima o poi fermerà" è il ritornello che risuona da qualche decennio. Ma è ovvio che, passata qualche monta, alcuni come lei si interroghino sul cambiamento comportamentale. Vede, la selezione dettata dalle regole esistenti è più che corretta. E' l'interpretazione dell'uomo errata! Il "più è meglio" ha nuociuto sia al mondo espositivo che a quello delle prove. Si è quindi persa la moderazione nell'incastonare i mattoni che costruiscono il Setter Inglese e lo si è fatto più piccolo, troppo piccolo, fino a perdere perfino l'espressività di razza. Lo si è fatto troppo veloce perché esprima ancora la dote della filata. Lo si è corretto troppo perché ricordi come si fa a guidare ed accostare un selvatico. E pensi che parlo di cani ancora capaci di fermare. Chiedo venia: della ferma non parliamone.

D. Egregio dottore, quanto conta l'età in un cane da monta?
Saluti
Manola G. (Massa Carrara)

R. Egregia Sig.ra Manola,
non è l'età in sé dello stallone che concede di prevedere una buona riuscita della cucciolata, ma la possibilità di analizzarlo morfologicamente ed attitudinalmente prima del suo utilizzo come riproduttore. Un soggetto troppo giovane non consente di verificare tutte le tipicità di razza, controllare se sarà sano anche nella maturità, ecc. Al contrario, un soggetto troppo anziano può presentare una vitalità spermatica ridotta ed altri problemi legati alla trasmissibilità genetica (es. errori nella duplicazione del DNA spermatico). Solitamente, il vigore massimo per un maschio è compreso tra i 3 ed i 6 anni, range che permette, inoltre, quell'attenta valutazione che ogni allevatore dovrebbe avere nell'oculatezza della scelta dei propri stalloni.


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